Farewell to Finn – Glee 5×03: “The Quarterback”.

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Il 10 ottobre è andata in onda negli USA la terza puntata della quinta serie di Glee, dedicata al recentemente scomparso protagonista Cory Monteith, che ha interpretato Finn Hudson nelle prime quattro stagioni.

Non sarà facile scrivere questo post, in quanto seppure siano passati cinque giorni dalla puntata ripensarci è ancora straziante.

Gli autori della serie hanno deciso di mandare in onda l’episodio, intitolato “The Quarterback”, e di farlo seguire da una lunga pausa durante la quale cercheranno di dare un nuovo senso alla storia, amputata di un importantissimo arto.

La puntata si apre nell’auditorium della McKinley High School, luogo di nascita delle New Directions. La prima canzone interpretata dagli attori è stata Seasons of Love, tratta dal musical “Rent”. Nel corso dell’esibizione entrano in scena (quasi) tutti i membri del Glee Club, seguendo un ordine temporale: all’inizio, a cantare sono le recenti reclute, seguite pian piano dai membri più “anziani”, fino ad arrivare a Santana, Puck, Mike, Mercedes & Kurt. Alla fine, tutti si girano e sul pannello posteriore compare una foto di Finn nella sua divisa da quarterback.

Ci si sposta poi a New York: sono passate diverse settimane dai funerali di Finn, e Kurt si sta preparando per tornare a Lima per la commemorazione organizzata da Will. Osservando una foto sua e di Finn, Kurt afferma che passerà tutta la vita a sentire la mancanza del fratello e, prima di uscire, nasconde la foto sotto al cuscino per evitare che Rachel possa vederla.

Al McKinley, Will scrive “Finn” sulla lavagna ed invita chiunque abbia voglia di condividere una canzone a farlo nel corso della settimana; Mercedes non riesce ad aspettare ,e decidere di cantare subito I’ll stand by you, canzone cantata da Finn a Quinn quando credeva che lei aspettasse la sua bambina.


Successivamente, si vedono Kurt con suo padre e la madre di Finn mentre riordinano la camera del ragazzo, decidendo cosa tenere e cosa dare via. Kurt recupera da uno scatolone il giubbotto di Finn, decidendo di tenerlo, e se lo stringe addosso.1378437_487392524691564_331737237_n

C’è poi un triste discorso della mamma di Finn, la quale dice che a volte svegliandosi la mattina le capita di dimenticare ciò che è successo, ma poi quando la realtà la colpisce è come se ritornasse ogni volta al punto di partenza.

La successiva esibizione è di Artie e Sam, che interpretano Fire and Rain coinvolgendo anche gli altri membri.

Santana non ce la fa ed esce di corsa dall’auditorium, incontrando poi davanti all’armadietto di Finn delle ragazze che stanno spengendo le candele. Dopo aver scoperto che dietro alla cosa c’è Sue, si reca nell’ufficio della donna, dicendole che l’ha sempre detestata e dandole una spinta.

Emma fa poi notare a Will che è stato l’unico che non ha ancora pianto e che dovrebbe riuscire a tirare fuori il suo dolore prima che diventi ancora più grande, e poi inizia quella che secondo me è stata una delle scene più belle dell’intero episodio. Puck si reca, ubriaco, nello spogliatoio dove trova la coach Beiste, la quale gli dice che sa benissimo che è stato lui a rubare l’albero piantato in memoria di Finn, e lui risponde che non le è rimasto niente e che il suo dolore è diverso dal dolore di tutti gli altri. Beiste gli chiede di spiegarle cosa intende, e lui risponde così: “That if I start crying, I don’t think I’ll never stop!”, scoppiando poi a piangere. Si chiede come possa essere una persona migliore senza Finn a ricordargli che può esserlo, e Beiste gli risponde che è giunto il momento che sia lui il quarterback di sé stesso.

Dopo abbiamo l’esibizione di Santana, che nonostante avesse preparato un discorso pieno di cose belle da dire all’ultimo momento si vergogna e dice solo cattiverie, cantando If I die young. Non riesce a farcela neanche stavolta, e scappa dall’aula urlando e rifiutando il conforto degli amici. Kurt la raggiunge nell’auditorium dove si è rifugiata e, dopo aver sentito il suo vero discorso su Finn, decide di regalarle il giubbotto del fratello.

Arriva poi il momento di Puck, che canta una meravigliosa versione di No Surrender di Bruce Springsteen, ricordando i momenti trascorsi con il suo migliore amico e fissando la sedia vuota lasciata da Finn.

Viene poi attaccato da Santana, la quale lo accusa di avergli rubato il giubbotto mentre riposava in infermeria. Quest’ultima si reca poi da Sue per scusarsi per come l’aveva trattata, ma l’imperturbabile Sue Sylvester la interrompe subito per dirle che aveva ragione su tutto, dicendo due bellissime frasi su Finn:

“He was such a good guy. I’ll never get to tell him. There’s no less here. There’s no happy ending. There’s just nothing. He’s just gone. He would have made an excellent teacher.”

“I was horrible to that kid. And I’m utterly destroyed that he died thinking I didn’t like him.”

Le New Directions si riuniscono poi davanti all’armadietto di Finn ed osservano i cartelloni, le scritte e le candele lasciate dagli studenti. Kitty afferma che “è troppo smielato”, ma si blocca nel vedere arrivare Rachel, cla quale dice che invece è “perfetto”.

Rachel racconta a tutti come si fosse sentita sola nella sua vita prima dell’arrivo di Finn, di come lui le avesse cambiato la vita, e, visibilmente provata, canta Make You Feel My Love ricordando l’amore della sua vita e facendo commuovere nuovamente tutti (inclusa la sottoscritta, che a questo punto era ormai sull’orlo delle convulsioni).

Santana appende in giro per tutta la scuola annunci di una ricompensa per chiunque le dovesse riportare il giubbotto di Finn, e poi si vedono Puck e la coach Beiste che, dopo aver rimesso a posto l’albero commemorativo, dividono una birra prima che Puck se ne vada sulla sua moto dopo aver affermato che ha intenzione di unirsi all’Air Force.

Rachel raggiunge poi Will nell’aula canto, raccontandogli di come lei avesse avuto già tutto in mente, tutta la sua vita con Finn, e confidandogli la paura di non riuscire più un giorno a ricordare il suo viso od a sentire la sua voce.

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Will le dice che i progetti possono essere cambiati, e che forse un giorno si accorgerà che la sua vita ha preso una piega migliore di quella che sperava. Rachel gli risponde che non pensa che sia possibile, perché:

1374809_10202297942672798_465059288_n Infine, gli mostra una cosa che ha fatto fare perché fosse appesa nell’aula del Glee Club, affermando che Finn a suo modo era molto intelligente.

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La puntata si conclude con Will che, a casa, si siede sul divano, tira fuori dalla sua cartella il giubbotto di Finn e se lo stringe addosso. Dopo qualche minuto Emma, tornando a casa, sente i suoi singhiozzi e lo va ad abbracciare mentre piange, tirando finalmente fuori il suo dolore.

 

Questa puntata è stata molto dura da vedere, perché si percepiva chiaramente quanto vero e reale fosse il dolore dei protagonisti. Normalmente si riesce sempre a mantenere un certo distacco nel vedere la morte di un personaggio sullo schermo, ma quando questa scomparsa è vera il segno che lascia sulle interpretazioni è un segno percepibile e, come ho detto all’inizio, straziante. Quelle che mi sono piaciute di più sono state le interpretazioni di Puck e Rachel; il dolore provato da Lea, che come da lei dichiarato ha perso il suo amore sia nel telefilm che nella vita reale, deve essere incommensurabile.

Vi lascio con la prima ed ultima canzone cantata da Finn nel Glee Club, forse quella che lo rappresenta di più.