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Book review #7: “On the Island” / “L’isola dell’amore proibito”, by Tracey Garvis Graves.

Questa sarà la mia prima recensione tradotta anche in inglese!

This will be my first review translated into English!

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Good morning everyone! I’m back. The book I’m going to review today is On the Island (in italian The Island of forbidden love), written by Tracey Garvis Graves. This book is the classic fairytale that would have made me crazy when I was about fourteen years old (I’m not saying that now it wouldn’t…). Let’s read the plot:

When thirty-year-old English teacher Anna Emerson is offered a job tutoring T.J. Callahan at his family’s summer rental in the Maldives, she accepts without hesitation; a working vacation on a tropical island trumps the library any day.

T.J. Callahan has no desire to leave town, not that anyone asked him. He’s almost seventeen and if having cancer wasn’t bad enough, now he has to spend his first summer in remission with his family – and a stack of overdue assignments — instead of his friends.

Anna and T.J. are en route to join T.J.’s family in the Maldives when the pilot of their seaplane suffers a fatal heart attack and crash-lands in the Indian Ocean. Adrift in shark-infested waters, their life jackets keep them afloat until they make it to the shore of an uninhabited island. Now Anna and T.J. just want to survive and they must work together to obtain water, food, fire, and shelter.

Their basic needs might be met but as the days turn to weeks, and then months, the castaways encounter plenty of other obstacles, including violent tropical storms, the many dangers lurking in the sea, and the possibility that T.J.’s cancer could return. As T.J. celebrates yet another birthday on the island, Anna begins to wonder if the biggest challenge of all might be living with a boy who is gradually becoming a man.

As I always do when I really like a book, I read this one in about one day, and when I finished it… I’ve read it again. It’s impossibile to ignore the sensation of peace and serenity that Anna and TJ’s story convey to the reader; the story is written in a way that catches the reader, from the first to the last page.

Anna is a very well built character, with a strong personality that the reader can see from the beginning; but the first award undoubtedly goes to TJ, that through the story goes from being a boy to being a man, with a beautiful psychological growth.

It must be hard, very hard, to write a story that for half the time has only two characters, but the author has succeeded in this test: everyone can perceive suffering, desire, disappointment, love, and every other sensation felt on the island by the two protagonists.

The narration is very fast, jerky, with long jumps, and avoid to the reader to be bored reading the description of a life that probably, if described day-by-day, could have been monotonous.

I really loved this story. It is probably one of the most beautiful love stories I’ve read in the last period.

At last, I want to thank Tracey Garvis Graves for being a really nice person with her fans, and thank her again for the kindly answers she gave to me.

VOTE: 10

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Buongiorno a tutti! Eccomi tornata. Il libro di cui andremo a parlare oggi è “L’isola dell’amore proibito” di Tracey Garvis Graves. Questo libro è la tipica favola che mi avrebbe fatta impazzire attorno ai quattordici anni (non che adesso  non l’abbia fatto…). Vi lascio la trama:

L’acqua cristallina lambisce dolcemente i suoi piedi nudi. Anna apre gli occhi all’improvviso e davanti le si apre la distesa sconfinata di un mare dalle mille sfumature, dal turchese allo smeraldo più intenso. Intorno, una spiaggia di un bianco accecante, ombreggiata da palme frondose. Le dita della ragazza stringono ancora spasmodicamente la mano di TJ, disteso accanto a lei, esausto dopo averla trascinata fino alla riva. Anna non ricorda niente di quello che è successo, solo il viaggio in aereo, il fondale blu che si avvicina troppo velocemente e gli occhi impauriti di TJ, il ragazzo di sedici anni a cui dovrebbe dare ripetizioni per tutta l’estate. Un lavoro inaspettato, ma chi rifiuterebbe una vacanza retribuita alle Maldive? E poi Anna, insegnante trentenne, è partita per un disperato bisogno di fuga da una relazione che non sembra andare da nessuna parte. Ma adesso la loro vita passata non è più importante. Anna e TJ sono naufraghi e l’isola è deserta. La priorità è quella di sopravvivere fino ai soccorsi. I giorni diventano settimane, poi mesi e infine anni. L’isola sembra un paradiso, eppure è anche piena di pericoli. I due devono imparare a lottare insieme per la vita. Ma per Anna la sfida più grande è quella di vivere accanto a un ragazzo che sta diventando un uomo. Perché quella che all’inizio era solo un’amicizia innocente, attimo dopo attimo si trasforma in un’attrazione potente che li lega sempre più indissolubilmente.

Come sempre quando un libro mi piace parecchio, l’ho letto in una giornata, ed appena finito l’ho riletto. È impossibile riuscire ad ignorare il senso di pace e di serenità che trasmette la storia di Anna e TJ, che è scritta in modo da catturare il lettore dalla prima all’ultima pagina.

Anna è un personaggio molto ben costruito, con una forte personalità che viene fatta notare da subito nel racconto; ma il primo premio va indubbiamente a TJ, che subisce una forte crescita psicologica, vissuta dal lettore come se fosse propria.

Deve essere difficile, molto difficile, scrivere una storia che per metà del tempo impiega solamente due personaggi, ma l’autrice ci è riuscita in maniera magistrale: si percepisce la sofferenza, il desiderio, la delusione, l’amore, ogni emozione provata sull’isola dai due protagonisti.

La narrazione è molto veloce, a scatti, con salti temporali anche lunghi, e consente al lettore di non annoiarsi nel leggere la descrizione di una vita che probabilmente se descritta giorno per giorno potrebbe risultare monotona.

Ho amato molto questa favola. È probabilmente una delle storie d’amore più belle che ho letto nell’ultimo periodo. Ringrazio l’autrice per gentili risposte che mi ha dato.

VOTO: 10

 

Book review #6: “Chrysalis”, Jodi Meadows

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Buongiorno a tutti!

Eccomi di nuovo fra i vivi con una nuova recensione. Il libro di cui parleremo oggi è Chrysalis di Jodi Meadows, primo della serie Newsoul che sono già rassegnata a terminare in lingua originale perché come al solito non si sa se si continuerà con la pubblicazione… fra l’altro, questo è esattamente il motivo per cui mi ero ripromessa di non cominciare nuove serie prima di sapere se sarebbero state portate a termine, ma tant’è… non ho resistito.

Di seguito la trama:

Esiste un mondo in cui si vive in eterno. A Gamma nessuno nasce e nessuno muore: da milioni di anni tutti si reincarnano in corpi diversi, ma sempre abitati dalla stessa anima. Ciascuno conserva il ricordo delle proprie vite passate, e attende di viverne di nuove. Finché un giorno il ciclo si spezza: una ragazza muore per sempre. Al suo posto nasce Ana, una vita nuova. La prima mai comparsa su Gamma. Ana fa paura, tanto che sua madre la costringe a vivere come una reclusa, un errore da nascondere al mondo. Ma al compimento del suo diciottesimo anno Ana decide di partire per la città di Cardio in cerca di risposte: perché nessuno è come lei? E quando morirà, sarà per sempre? Sam, un musicista che le la battere il cuore, è l’unico a credere che la sua vita abbia un valore. Una vita mortale, in un mondo di vite eterne, racchiude un grande potere: quello del cambiamento. Ana riuscirà a spiccare il volo dalla sua crisalide?

Il libro racchiude vari elementi che chi mi segue almeno un pochino sa essere di mio gradimento: a certi livelli, è un distopico, ma al suo interno ha comunque del fantasy (la presenza di creature come draghi, centauri e silfidi, simili a sanguisughe dell’anima) e quel poco di romance che non guasta mai. Certo, è la solita lettura young adult che, essendomi rimasto ormai poco dell’elemento young, forse dovrei cominciare ad evitare, ma è comunque scorrevole e ben scritto (tempo di lettura impiegato: circa 6 ore).

La storia è innovativa: queste anime che si reincarnano da migliaia di anni conservando comunque tutti i ricordi delle vite passate sono parecchio affascinanti, così come il fatto che all’improvviso sia comparsa un’anima nuova a cui nessuno era preparato.
Immaginate di vivere da migliaia di anni, di conoscervi tutti perché siete sempre stati solo voi: in un modo o nell’altro, in cinquemila anni se ne accumulerebbero di esperienze! Ed invece all’improvviso arriva Ana, non si sa né da dove né perché. La povera ragazza non ha fatto niente di male in vita sua, ed invece tutti la odiano (o almeno così le fa credere la perfida madre Li) perché ha “impedito” a Ciana di tornare in vita.

Ne viene fuori un parapiglia infinito, ma non voglio anticiparvi niente!

Spero che continueranno con la pubblicazione della serie, perché sono proprio curiosa di sapere come andrà a finire… potranno esserci altre anime nuove? Chissà…

Vi lascio il booktrailer, alla prossima!

VOTO: 8

Book review #5: “Ti aspettavo”, J. Lynn

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Buonasera a tutti!

Eccomi tornata dopo tanto tempo a recensire un libro. Specifico che non è che io non abbia letto nulla in questi mesi, anzi, il problema è proprio il fatto che ho letto decisamente TROPPO per riuscire a recensire qualcosa o anche solo a stabilire un ordine mentale.

Quindi, bando alle ciance!

Il libro di cui vado a parlare è “Ti aspettavo” di J. Lynn, a.k.a. Jennifer L. Armentrout, autrice della fortunata serie “LUX” della quale vi racconterò presto qualcosa.  Ecco la trama:

L’università è la sua via di fuga. Per troppi anni, dopo quella maledetta festa di Halloween, l’esistenza di Avery Morgansten è stata un incubo, e adesso lei può finalmente ricominciare da capo. Tutto ciò che deve fare è arrivare puntuale alle lezioni, mantenere un profilo basso e – magari – riuscire a stringere qualche nuova amicizia. Quello che deve assolutamente evitare, invece, è attirare l’attenzione dell’unico ragazzo che potrebbe mandare in frantumi il suo futuro… 
Cameron Hamilton è il sogno proibito delle studentesse del campus: fisico atletico e ammalianti occhi azzurri, è il classico ribelle dal quale una brava ragazza come Avery dovrebbe tenersi alla larga. Eppure Cam pare proprio spuntare ovunque, col suo atteggiamento disincantato, le simpatiche punzecchiature e quel sorriso irresistibile. E Avery non può ignorare il fatto che, ogni volta che sono insieme, il resto del mondo scompare e lei sente risvegliarsi quella parte di sé che pensava di aver perduto per sempre. 
Però, quando inizia a ricevere delle e-mail minacciose e delle strane telefonate notturne, Avery si rende conto che il passato non vuole lasciarla andare. Prima o poi la verità verrà galla e, per superare anche quella prova, lei avrà bisogno d’aiuto. Ma la relazione con Cam sarà la colonna che la sorreggerà o lo «sbaglio» che la trascinerà a fondo?

Premesso che l’ho iniziato ieri sera alle 19 circa a casa del mio fidanzato, poi siamo usciti per cena, sono tornata a casa alle 23 ed alle 2 e mezza di notte l’ho finito, mi sento di dire che mi è piaciuto. In realtà, è un po’ uno di quei libri che, alla tenera età di quasi 24 anni, non dovrei neanche più leggere, in quanto dovrei essere intenta in letture epocali come “Alla ricerca del tempo perduto” o “Arcipelago Gulag”, tanto per citarne due che sono diametralmente opposte.

Ma a me queste letture leggere continuano a piacere, impiegano poche ore del mio tempo e mi fanno evadere per un po’. Questo non significa che io non legga anche libri più “seri”, ma al momento preferisco quelli “tranquilli”. Detto questo, parliamo del libro.

La storia è molto semplice e fin troppe volte sentita: ragazza bellissima con qualche problema ed un oscuro passato, ragazzo bellissimo, scontro in un corridoio e via dicendo. Per una volta, totale assenza di elementi soprannaturali, che ormai vengono infilati un po’ ovunque (e che la sottoscritta apprezza parecchio, ndr). Lo stile non è male; a me l’autrice piace molto fin dagli esordi della serie Lux, e probabilmente l’avrei riconosciuta anche se non avessi saputo prima che dietro lo pseudonimo si celasse lei.

Personaggi:

  • Avery: è un personaggio femminile abbastanza interessante e con un certo spessore (il romanzo si rivolge ad una fascia secondo me compresa fra i 16 ed i 20 anni, dalla quale purtroppo sono ormai fuori da molte lune, e non è male avere una protagonista femminile di spessore). Come accennato prima, è una ragazza con un segreto. Molto bello è il fatto che (finalmente) si riesca a portare avanti un segreto in un libro facendolo rimanere tale fin quasi alla fine, quando quella maledetta festa di Halloween e ciò che vi è successo saranno ormai la vostra ossessione. Viene molto evidenziato il conflitto interiore di Avery nel dare confidenza a Cam (questo, purtroppo, tema non molto originale), ma nessuno, fin dalla prima pagina, dubita che si innamoreranno follemente, quindi mi rifiuto di etichettarlo come spoiler.
  • Cameron: bellissimo, con grandi occhi color zaffiro, addominali perfetti, l’uomo perfetto. Lo stereotipo vivente del romanzo americano, ma meglio di tanti altri in una generazione di uomini perfetti di cui Edward Cullen in tutto il suo vampiresco splendore è stato il capostipite. Si riesce a “mappare” abbastanza bene il personaggio, sebbene il romanzo sia narrato dal punto di vista di Avery, e non è facile riuscire a consentire al lettore di inquadrare gli altri personaggi se si utilizza un narratore interno alla storia.

Cosa non mi è piaciuto: sinceramente? Le scene di sesso. Sul serio, non sono una puritana, ma ormai il sesso descritto esplicitamente è peggio di vampiri e lupi mannari, si trova ovunque (grazie mille, E.L. James. Spero che tu, Anastasia Steele e Christian Grey siate felici, adesso), ed a volte può risultare un po’ antipatico, specie in un libro dove non si fa altro che evidenziare buoni sentimenti e rapporti che vanno oltre le pulsioni fisiche. Non fraintendetemi: le scene di sesso non sono descritte male, ma sono lievemente esasperate nei toni, e nella lunghezza. Si sarebbe potuto dire lo stesso utilizzando circa 200 parole in meno, senza cambiare il senso dell’atto in sé.

Cosa mi è piaciuto: sono e rimarrò una romanticona, probabilmente per sempre. A sette anni leggevo Danielle Steel, quindi so di cosa parlo. Quindi un romanzo “rosa” continuerà sempre ad attirarmi come un ape al miele. Il libro è ben scritto, si legge facilmente, i personaggi riescono a suscitare empatia: per me è sì, aspettando gli altri libri della serie.

VOTO: 8 1/2

Buona serata a tutti!

M’s review #3: “1Q84”, Haruki Murakami.

 

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ATTENZIONE: l’articolo potrebbe contenere anticipazioni.

1Q84 è un romanzo di Haruki Murakami pubblicato in Italia da Einaudi a partire dal 2011. Il romanzo, che copre un periodo temporale di 8 mesi, è stato diviso dalla casa editrice in due volumi: il primo volume comprende i primi due libri, aprile-settembre, ed il secondo volume riguarda solamente il terzo libro, ottobre-dicembre (questa divisione è stata, che io sappia, adottata solo in Italia: tutti gli altri Paesi hanno avuto un unico volume).

Come salta all’occhio da subito, il titolo richiama la famosa opera di George Orwell 1984specie visto che la lettera “q” in giapponese ha la stessa pronuncia del numero 9, kyuu. Si è quindi ritenuto fin da subito che il romanzo potesse essere in qualche modo un omaggio ad Orwell ed al suo Grande Fratello.

La lettura di questo romanzo è estremamente complicata. Io ho acquistato il primo volume, aprile-settembre, nel gennaio 2012, ed ho impiegato circa tre settimane per terminarlo, proprio per l’attenzione richiesta dai dettagli della trama. Il secondo volume, ottobre-dicembre, l’ho terminato qualche giorno fa dopo una settimana di lettura (mi era stato regalato ad aprile, ma ancora non avevo avuto la “mentalità adatta” per dedicarmici).

Una piccola premessa è necessaria: dopo aver letto il primo volume, sapendo che in America (e nel resto del mondo) era già stata diffusa l’ultima parte della storia, sono andata a leggere qualche recensione dell’opera completa. Ciò che ho letto è stato ciò che mi ha spinto, in buona parte, a non dedicarmi alla lettura in inglese, come normalmente faccio se non sono in grado di aspettare pubblicazioni in italiano; in sostanza, buona parte delle persone consigliava di fermarsi al libro 2 per evitare di rimanere delusi.

Un po’ perplessa e sicuramente non convinta, ho deciso allora di aspettare semplicemente lo svolgersi degli eventi: se il libro mi fosse stato regalato, l’avrei letto, altrimenti non lo sarei andato a cercare (normalmente, quando si tratta di libri, rispetto i patti con me stessa). Il destino ha voluto che un’amica di mia madre, alla quale avevo prestato il primo volume, decidesse di regalarmelo per il mio compleanno. Dopo un’iniziale felicità, se non altro per manie di collezionismo, l’ho infilato nella libreria vicino al suo gemello speculare e l’ho lasciato lì, aprendolo di tanto in tanto ma senza avere il coraggio di dedicarmici.

Passiamo ora alla recensione vera e propria, dopo quest’infinita premessa! 🙂

Come accennato sopra, il romanzo è molto complicato da seguire, sul serio: c’è una disarmante ricchezza di dettagli e particolari, un buon 80% dei quali superflui, che continuano a distogliere l’attenzione del lettore dai personaggi e dagli avvenimenti principali. La storia si dipana in una fittizia Tokyo nel 1984/1Q84, ed il filo narrativo è tenuto nei primi due libri dalle voci alternate dei due protagonisti, Aomame Masami e Kawana Tengo, ai quali nel terzo libro si aggiungerà la figura di Toshiharu Ushikawa.

Il tema principale della storia è l’amore fra i due protagonisti, un amore basato su pochi ricordi e frammenti di quando erano bambini. Il loro rincorrersi senza saperlo, e ritrovarsi vicini sempre inconsapevolmente, è terribilmente frustrante per chi legge: verrebbe voglia di iniziare a strillare “ma è lì a pochi metri da te, pezzo di cretino!” (ogni riferimento a fatti realmente avvenuti è da intendersi come puramente casuale). In realtà, oltre ad Aomame e Tengo, sembra quasi che ogni cosa nel romanzo sia imperniata attorno al bisogno di trovare qualcosa o qualcuno, di recuperare qualcosa di perso.

1Q84 contiene al suo interno un altro romanzo: La crisalide d’aria, che è probabilmente ciò che dà origine alla spirale di eventi avvenuti. Questo “romanzo nel romanzo”, molto ricorrente in letteratura, mette ancora più carne al fuoco, rendendo la possibilità di seguire la storia ancor più complicata.

Ricapitolando: la storia in sé mi è piaciuta molto, ma trovo che davvero si siano voluti introdurre troppi particolari. Non sarebbe giusto parlare di “troppi personaggi” perché alla fine sono sempre i soliti 4 gatti che si mescolano fra loro intrecciandosi, ma ad ognuno di essi si è voluto dare un vissuto troppo ampio, troppo particolareggiato, che quindi richiede un’attenzione fuori dal normale per essere compreso, con il risultato che, alla fine dei giochi, in testa rimane molto poco di ciò che si è letto.

Mi sono trovata a leggere il terzo libro (secondo volume dell’edizione italiana) un anno e mezzo dopo aver terminato il primo: inutile dirvi che, malgrado mi fosse piaciuto tantissimo, proprio per i motivi appena spiegati sono dovuta ricorrere al riassunto di Wikipedia, perché non mi ricordavo quasi più nulla (cosa che, ve l’assicuro, non capita mai).

PERICOLO!

Dopo aver terminato il percorso di lettura, posso dire solo una cosa: mi vedo costretta a dare ragione alle recensioni lette l’anno scorso, dove si sconsigliava la lettura della parte finale a chi non volesse rimanere deluso. Dopo tutta ‘sta manfrina, l’incontro fra Aomame e Tengo viene liquidato così, in quattro e quattr’otto, e passano da una condizione nella quale entrambi stavano rischiando di perdere tutto ad una in cui sono al sicuro l’uno nelle braccia dell’altra, in un ulteriore nuovo mondo che non si sa se sia reale o no.


Voto volume I aprile-settembre: 9

Voto volume II ottobre-dicembre: 5

Probabilmente, se il romanzo fosse stato un racconto unico, non mi sarebbe piaciuto tanto quanto mi è piaciuto avendolo letto in due volumi separati. Tuttavia, così non è stato, quindi consiglio assolutamente la lettura del primo volume a chiunque, un po’ meno la lettura del secondo… so che è difficile lasciare una storia con un finale aperto, ma a volte questo tipo di finale è il migliore che si possa avere.

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