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Movie review: “Shadowhunters – Città di Ossa”.

Shadowhunters-Città-di-Ossa-Trailer“Shadowhunters – Città di Ossa” (in inglese: The Mortal Instruments – City of Bones) è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Cassandra Clare, uscito nelle sale a fine agosto 2013.

Da amante dei libri della saga, non avrei mai potuto né amare incondizionatamente questo film, né detestarlo al 100%. Sono uscita dalla sala con un sapore dolceamaro in bocca, come a dire: sì, bel lavoro, ma il libro era diverso!

Indubbiamente, il film è bello, o almeno, a me è piaciuto, molto. Ho trovato azzeccatissime (quasi) tutte le scelte degli interpreti, ed anche i cambiamenti che sono stati esercitati rispetto al libro… beh, dopo aver visto come hanno fatto morire Voldemort, dobbiamo ancora parlarne?

Passiamo a parlare degli interpreti… torneremo a parlare del film in sé fra poco!

  • Jonathan Rhys-Meyers come Valentine Morgenstern

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Partiamo dalle note dolenti: l’unico personaggio che mi ha deluso. Per quanto Jonathan Rhys-Meyers possa essere affascinante coperto di rune e corredato di treccine, secondo me non ha centrato in pieno la vera essenza di Valentine, così come viene descritta nei libri. A partire dai capelli: Valentine ha i capelli bianchi, Jonathan li ha castani. C’è qualcosa che non torna!

Tralasciando le caratteristiche fisiche, rimango della mia idea: avrebbero potuto scegliere qualcuno di molto più carismatico ed adatto a ricoprire il ruolo. Le sue battute le recita e le recita bene, ma non sprizza malvagità e follia da ogni poro, caratteristiche per me fondamentali in Valentine.

VOTO: 5… solo perché è comunque Jonathan Rhys-Meyers <3

  • Kevin Zegers come Alec Lightwoodshadowhunters-citta-di-ossa-kevin-zegers-in-una-scena-nei-panni-di-alec-lightwood-268827

Lui è perfetto. Sul serio: l’Alec nella mia mente era esattamente come lui. Gestualità, espressioni, tutto. Poi, Kevin è nel mio cuore fin dai tempi di Gossip Girl.

Ha saputo fare suo il personaggio, ed è riuscito a sprigionare la stessa rabbia che si vede in Alec, mista al suo essere saccente.

VOTO: 7. Perché so che sarà fantastico anche nei prossimi film!

  • Robert Sheehan come Simon Lewisshadowhunters-citta-di-ossa-simon-lewis-interpretato-da-robert-sheehan-in-una-scena-268822

Nì. Ha recitato bene la sua parte, ma non somiglia molto al Simon nella mia testa. Le scene con Jace fantastiche, sia lui che Jamie Campbell Bower hanno rappresentato benissimo tutti i confronti Simon/Jace mantenendo intatte le atmosfere.

Vedremo come sarà in grado di evolversi in seguito!

VOTO: 6, con possibilità di crescita!

  • Jemima West come Isabelle Lightwood

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Poche scene, purtroppo. Hanno completamente annientato le scene con Simon, ed hanno lasciato ad Isabelle poco spazio. Divertente la scena Isabelle/Clary in cui c’è la scelta dei vestiti per una serata fuori, ma oltre a questo non c’è molto…

VOTO: 7 sulla fiducia.

  • Godfrey Gao come Magnus Bane

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AMORE. Non mi viene nient’altro. Pochi minuti ma pochi minuti DIVINI! Questo è il mio Magnus, per quanto nel primo libro (e di conseguenza nel primo film) non gli venga dato molto spazio. Ma con un attore così… ne vedremo delle belle!

VOTO: 8 a lui, e 3 agli sceneggiatori che gli hanno dato troppo poco spazio!

  • Aidan Turner come Luke Garroway

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Non mi è piaciuto molto, ma d’altra parte non sono neanche una grande fan del personaggio nei libri, quindi…

Non so, sarà che ormai sono deviata da altri film/telefilm, ma mi aspettavo più un tipo alla Joe Manganiello (http://www.imdb.com/name/nm0542133/) per entrambe le sue “personalità”.

No, lui proprio non mi piace.

VOTO: 5

  • Lena Headey come Jocelyn Frayv8n3wf3

Lena è sempre meravigliosa, sia che interpreti la bionda e tremenda Cersei Lannister sia che si dedichi a ruoli più “soft”. Quel suo modo di sorridere a mezza bocca è meraviglioso!

Credo che in tutto abbia circa quattro minuti di scene, quindi non si può dire molto, ma lei è stupenda, perciò…

VOTO: 9

  • Lily Collins come Clary Fray

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L’ho trovata bravissima. Magari fisicamente non è proprio la Clary che avevo in mente, ma ha recitato bene ed ha saputo fare suo il personaggio. Bellissime tutte le scene in cui disegna, e le scene con Jamie.

Forse sotto alcuni aspetti hanno un po’ “velocizzato” le sue reazioni; ovviamente, è il film e non il libro, quindi non ci si può aspettare che sia descritto tutto in ogni minimo dettaglio, ma avrei voluto vedere più dell’interiorità di Clary rispetto a quanto viene mostrato.

VOTO: 8+

  • Jamie Campbell Bower come Jace Wayland

shadowhunters-citta-di-ossa-jace-wayland-550x366Così come ho voluto parlare prima di Valentine, il personaggio che più mi ha delusa, ho lasciato quello che più ho amato per ultimo.

Premettendo: quando uscì il cast, non ero affatto soddisfatta della scelta di Jamie Campbell Bower per interpretare Jace, proprio no.

Non lo ritenevo adatto, né fisicamente né sotto altri punti di vista.

Poi però, quando il film è iniziato… WOW. Ho adorato il suo Jace, il modo in cui l’ha interpretato, il modo in cui ha gestito i rapporti con tutti gli altri personaggi, secondo me è stato meraviglioso, il punto focale del film.

Sono entrata in sala convinta che il Jace di Jamie sarebbe stato completamente differente dal mio Jace, ed invece sono uscita con una convinzione totalmente opposta.

Ho sentito di parecchie persone a cui lui non è piaciuto, che non l’hanno trovato la scelta migliore, ma non sono d’accordo: ai miei occhi, Jace non potrà più avere un altro volto!

VOTO: 9, destinato sicuramente a salire.

Tornando al film in sé: come già detto, mi è piaciuto. Logicamente, alcune differenze sostanziali con il libro (e no, non sto parlando dei capelli bianchi di Valentine) mi hanno portata a storcere la bocca. Trovo che siano state date TROPPE informazioni in determinati ambiti e TROPPO POCHE in altri, ma tant’è… se saremo fortunati ci aspettano altri cinque film, nei quali potremo vedere come se la caveranno attori, sceneggiatori e regista.

Vi lascio con Clary e Jace.

Buona serata!

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meemmi*

M’s review #1: “The Infernal Devices”, trilogia di Cassandra Clare.

The Infernal Devices (in Italia: Shadowhunters – Le origini) è una trilogia di stampo urban-fantasy scritta dall’ormai arcinota Cassandra Clare, autrice anche della fortunatissima saga The Mortal Instruments, meglio nota come Shadowhunters.

La trilogia nasce come “spin-off” della saga principale, ma si è evoluta raggruppando un proprio fandom (ed alla sottoscritta è ,piaciuta anche di più della saga TMI, per quel che vale).

Si divide in tre (ma va?!) libri:

1. Clockwork angel (L’angelo)

2. Clockwork prince (Il principe)

3. Clockwork princess (La principessa)

È facile incontrare, nel corso della lettura, nomi e personaggi già visti e già sentiti nella serie The Mortal Instruments: Lightwood, Herondale, l’onnipresente Magnus Bane tanto per citarne alcuni.

L’ambientazione presentata è estremamente classica (Londra vittoriana: appunto, le origini), e completamente diversa dalla frenetica New York descritta nell’altra saga.

Anche i personaggi seguono un codice d’onore completamente diverso, hanno regole molto più precise per comportamento, vestiti e quant’altro.

I “nuovi” cacciatori introdotti dalla Clare sono descritti e caratterizzati in ogni sfumatura del loro carattere: abbiamo Will Herondale, sfacciato, irriverente, tormentato da un passato oscuro; Jem Carstairs, suo parabatai (il termine parabatai sta ad indicare l’unione in battaglia e non solo fra due Cacciatori, legati da un patto e da una runa, molto profondamente: il legame non può essere spezzato tranne che in caso di morte, o se uno dei due dovesse diventare un Nascosto o un Mondano), dolce e sensibile, anche lui con un oscuro segreto; il terzo elemento del triangolo (sì, c’è sempre un triangolo in queste storie) è lei: Tessa Gray, ragazza dalle origini inizialmente poco chiare ma con un grande potere, del quale acquisirà consapevolezza nel corso della storia.

Cassandra Clare è stata (ancora una volta) in grado di creare un universo perfettamente tratteggiato che aiuta a colmare le “lacune” della saga TMI. Il rapportarsi dei personaggi fra di loro è, anche in questo caso, emozionante e profondo, forse più di quanto lo fosse nella saga “principale”.

Il primo libro è il libro in cui la storia ed i personaggi vengono introdotti: l’azione c’è, e non poca; non si può dire lo stesso del secondo, in cui molto è dedicato all’approfondimento dei personaggi e di alcuni punti oscuri: risulta infatti abbastanza lento fino ad oltre metà, per poi riprendersi sul finale.

Il terzo… Beh, il terzo è superlativo. Dall’inizio fino ad un finale che lascia in bocca un sapore dolceamaro e che porta a piangere per ore fino a ritrovarsi in un mucchietto singhiozzante sul pavimento della camera, a ripetere: “Perché è finito? Perché? Perché?”.

Se ancora non vi siete dedicati alla scoperta del mondo degli Shadowhunters, sia londinesi che newyorkesi, è giunto il momento di farlo!

 

Alla prossima!

 

meemmi*