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Movie review: “Divergent”

50077Divergent è un film del 2014 tratto dall’omonimo romanzo di Veronica Roth. Il film appartiene a quel genere distopico che ultimamente piace tanto al grande pubblico (e sul quale io mi sto facendo una cultura sempre più vasta, leggendo tutto ciò che si trova in commercio).

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Dopo una guerra, la vita a Chicago è cambiata. La popolazione è stata divisa in cinque fazioni: gli Abneganti, gli Eruditi, gli Intrepidi, i Pacifici ed i Candidi. Ogni fazione spicca per una caratteristica in particolare, ed apparentemente sembra che tutto sia perfetto. Il motto del Governo è “La fazione prima del sangue”.  Arriva un giorno, ogni anno, in cui i giovani si devono sottoporre ad un test attitudinale per poi decidere in quale fazione dovranno trascorrere il resto della loro vita.

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Qui entra in gioco la protagonista: Beatrice Prior, abnegante che sta stretta nel suo ruolo. Il sogno di Beatrice sono gli Intrepidi. Il giorno del suo test attitudinale, però, non va come si era aspettata: il risultato è “Inconcludente”, e questo la classifica non come un’abnegante o un’intrepida, ma come una “Divergente”, una categoria non manipolabile dal sistema che è quindi in costante pericolo.

Il giorno della scelta, Beatrice sceglie gli Intrepidi, deludendo la sua famiglia (o così pare), e, dopo aver abbracciato il nuovo nome “Tris”, è pronta ad iniziare una nuova vita.

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Al quartier generale degli Intrepidi incontrerà un istruttore, Quattro, che all’inzio sarà duro con lei ma con il quale stabilirà un legame sempre più forte.

Non dirò altro sulla trama per evitare sgraditi spoiler 🙂

Parliamo del film in sé.

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Tris è interpretata da una bravissima Shailene Woodley, nota per aver interpretato la protagonista in La vita segreta di una teenager americana. Mi è piaciuta molto la scelta dei produttori, l’ho trovata molto brava ed adatta al ruolo. Riesce a rendere molto bene l’evoluzione del personaggio dopo il cambio di fazione.

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Quattro è interpretato da Theo James, il “Golden boy” della tv americana. Mi è piaciuto anche lui, anche se forse avrei scelto qualcun altro per il ruolo, qualcuno che si adattasse un po’ di più al Quattro del romanzo. Piccola curiosità su Theo: ha rifiutato la controfigura ed ha girato lui stesso tutte le scene di combattimento.

Il film mi è piaciuto, l’ho trovato molto fedele al libro, e di una lunghezza accettabile (dura due ore e venti, proprio perché non hanno tagliato quasi nulla dallo screenplay originale). Per me è sì! Ora aspetto con impazienza Insurgent al cinema, anche se da quando ho terminato Allegiant mi è rimasto l’amaro in bocca… ma questa è storia per un altro giorno.

VOTO: 9

Eccovi il trailer:

Alla prossima!

Book review #5: “Ti aspettavo”, J. Lynn

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Buonasera a tutti!

Eccomi tornata dopo tanto tempo a recensire un libro. Specifico che non è che io non abbia letto nulla in questi mesi, anzi, il problema è proprio il fatto che ho letto decisamente TROPPO per riuscire a recensire qualcosa o anche solo a stabilire un ordine mentale.

Quindi, bando alle ciance!

Il libro di cui vado a parlare è “Ti aspettavo” di J. Lynn, a.k.a. Jennifer L. Armentrout, autrice della fortunata serie “LUX” della quale vi racconterò presto qualcosa.  Ecco la trama:

L’università è la sua via di fuga. Per troppi anni, dopo quella maledetta festa di Halloween, l’esistenza di Avery Morgansten è stata un incubo, e adesso lei può finalmente ricominciare da capo. Tutto ciò che deve fare è arrivare puntuale alle lezioni, mantenere un profilo basso e – magari – riuscire a stringere qualche nuova amicizia. Quello che deve assolutamente evitare, invece, è attirare l’attenzione dell’unico ragazzo che potrebbe mandare in frantumi il suo futuro… 
Cameron Hamilton è il sogno proibito delle studentesse del campus: fisico atletico e ammalianti occhi azzurri, è il classico ribelle dal quale una brava ragazza come Avery dovrebbe tenersi alla larga. Eppure Cam pare proprio spuntare ovunque, col suo atteggiamento disincantato, le simpatiche punzecchiature e quel sorriso irresistibile. E Avery non può ignorare il fatto che, ogni volta che sono insieme, il resto del mondo scompare e lei sente risvegliarsi quella parte di sé che pensava di aver perduto per sempre. 
Però, quando inizia a ricevere delle e-mail minacciose e delle strane telefonate notturne, Avery si rende conto che il passato non vuole lasciarla andare. Prima o poi la verità verrà galla e, per superare anche quella prova, lei avrà bisogno d’aiuto. Ma la relazione con Cam sarà la colonna che la sorreggerà o lo «sbaglio» che la trascinerà a fondo?

Premesso che l’ho iniziato ieri sera alle 19 circa a casa del mio fidanzato, poi siamo usciti per cena, sono tornata a casa alle 23 ed alle 2 e mezza di notte l’ho finito, mi sento di dire che mi è piaciuto. In realtà, è un po’ uno di quei libri che, alla tenera età di quasi 24 anni, non dovrei neanche più leggere, in quanto dovrei essere intenta in letture epocali come “Alla ricerca del tempo perduto” o “Arcipelago Gulag”, tanto per citarne due che sono diametralmente opposte.

Ma a me queste letture leggere continuano a piacere, impiegano poche ore del mio tempo e mi fanno evadere per un po’. Questo non significa che io non legga anche libri più “seri”, ma al momento preferisco quelli “tranquilli”. Detto questo, parliamo del libro.

La storia è molto semplice e fin troppe volte sentita: ragazza bellissima con qualche problema ed un oscuro passato, ragazzo bellissimo, scontro in un corridoio e via dicendo. Per una volta, totale assenza di elementi soprannaturali, che ormai vengono infilati un po’ ovunque (e che la sottoscritta apprezza parecchio, ndr). Lo stile non è male; a me l’autrice piace molto fin dagli esordi della serie Lux, e probabilmente l’avrei riconosciuta anche se non avessi saputo prima che dietro lo pseudonimo si celasse lei.

Personaggi:

  • Avery: è un personaggio femminile abbastanza interessante e con un certo spessore (il romanzo si rivolge ad una fascia secondo me compresa fra i 16 ed i 20 anni, dalla quale purtroppo sono ormai fuori da molte lune, e non è male avere una protagonista femminile di spessore). Come accennato prima, è una ragazza con un segreto. Molto bello è il fatto che (finalmente) si riesca a portare avanti un segreto in un libro facendolo rimanere tale fin quasi alla fine, quando quella maledetta festa di Halloween e ciò che vi è successo saranno ormai la vostra ossessione. Viene molto evidenziato il conflitto interiore di Avery nel dare confidenza a Cam (questo, purtroppo, tema non molto originale), ma nessuno, fin dalla prima pagina, dubita che si innamoreranno follemente, quindi mi rifiuto di etichettarlo come spoiler.
  • Cameron: bellissimo, con grandi occhi color zaffiro, addominali perfetti, l’uomo perfetto. Lo stereotipo vivente del romanzo americano, ma meglio di tanti altri in una generazione di uomini perfetti di cui Edward Cullen in tutto il suo vampiresco splendore è stato il capostipite. Si riesce a “mappare” abbastanza bene il personaggio, sebbene il romanzo sia narrato dal punto di vista di Avery, e non è facile riuscire a consentire al lettore di inquadrare gli altri personaggi se si utilizza un narratore interno alla storia.

Cosa non mi è piaciuto: sinceramente? Le scene di sesso. Sul serio, non sono una puritana, ma ormai il sesso descritto esplicitamente è peggio di vampiri e lupi mannari, si trova ovunque (grazie mille, E.L. James. Spero che tu, Anastasia Steele e Christian Grey siate felici, adesso), ed a volte può risultare un po’ antipatico, specie in un libro dove non si fa altro che evidenziare buoni sentimenti e rapporti che vanno oltre le pulsioni fisiche. Non fraintendetemi: le scene di sesso non sono descritte male, ma sono lievemente esasperate nei toni, e nella lunghezza. Si sarebbe potuto dire lo stesso utilizzando circa 200 parole in meno, senza cambiare il senso dell’atto in sé.

Cosa mi è piaciuto: sono e rimarrò una romanticona, probabilmente per sempre. A sette anni leggevo Danielle Steel, quindi so di cosa parlo. Quindi un romanzo “rosa” continuerà sempre ad attirarmi come un ape al miele. Il libro è ben scritto, si legge facilmente, i personaggi riescono a suscitare empatia: per me è sì, aspettando gli altri libri della serie.

VOTO: 8 1/2

Buona serata a tutti!

I miei film preferiti #1 – “Paradiso perduto”

Buonasera a tutti! Ho deciso di iniziare una nuova serie di articoli nei quali andrò a parlare dei miei film preferiti. Non saranno in ordine di preferenza perché non sarei assolutamente in grado di classificarli, ma saranno selezionati in base a criteri quali emozioni trasmesse, numero di visioni, livello di battute che conosco a memoria ed altre cose cretine così.

Il primo che mi è venuto in mente è “Paradiso perduto”, del quale vi vado ora a parlare.

“Non racconterò questa storia nel modo in cui è accaduta… ma nel modo in cui io la ricordo.”

“Paradiso perduto” è un film di Alfonso Cuarón del 1998, nel quale viene rivisitato in chiave moderna il romanzo “Grandi speranze” di Charles Dickens.

All’inizio del film, il giovanissimo Finn (Ethan Hawke) aiuta nella fuga un evaso di prigione interpretato da Robert DeNiro (che riesce ad essere spettacolare anche in brevi comparse). Il protagonista è proprio l’artista Finn, il quale nutre fin dalla gioventù una passione sfrenata per Estella (Gwyneth Paltrow), ragazza che vive con la zia nella villa “Paradiso perduto”.

Finn decide di coltivare e portare avanti questa sua passione, malgrado tutti gli dicano che lei finirà per spezzargli il cuore.  Anni dopo il loro primo incontro, Finn riesce grazie ad una misteriosa donazione (che si scoprirà essere opera di Robert DeNiro, che nel frattempo ha fatto fortuna) ad andare a New York per coltivare il suo sogno di diventare un artista. Raggiunto l’obiettivo, si rende conto che per Estella non sarà mai abbastanza.

Altro salto temporale ed, a distanza di altri anni, vediamo Finn davanti al cancello del “Paradiso perduto”, dove vede poi una bimba bionda correre in giardino; scambiandola per il “fantasma” di Estella, entra e scopre che è in realtà la figlia della donna, tornata a casa dopo tanto tempo. Il film finisce quindi con loro due insieme.

Cosa amo di questo film?

  • La colonna sonora. Assolutamente perfetta. C’è un pezzo in particolare che ormai si trova fra le mie canzoni da anni, e che continuo a sentire ogni volta che parte. Il pezzo in questione è quello che fa anche da colonna sonora ufficiale al film, ovvero “Siren” di Tori Amos.

  • Il bacio di Finn ed Estella nella pioggia, dopo che lui si è presentato ad una serata a cui non era stato invitato e l’ha portata via.

  • La frase che Finn dice alla zia di Estella: “Può sentirlo? Questo è il mio cuore. Ed è spezzato.”

 

  • Quella che segue è nella mia top 3 di “scene più belle di sempre” (che potrebbe essere un’idea per un post a parte… mmm ci penserò!). Finn, dopo aver avuto la sua prima mostra ed aver venduto tutti i suoi quadri, realizza che lui ed Estella non potranno comunque essere mai felici, e si reca sotto casa della ragazza ubriaco.


Questa merita anche di essere tradotta, visto che non sono riuscita a trovarla in italiano in una qualità decente…

Finn, camminando: “Quella sera, tutti i miei sogni divennero realtà. Ma il mio lieto fine si trasformò in tragedia: avevo tagliato i ponti con Joe, col passato, col Golfo, con la povertà. Avevo inventato me stesso. L’avevo fatto crudelmente, ma l’avevo fatto. Ero libero!”

Finn: “Ce l’ho fatta! Ce l’ho fatta! Sono il nuovo re di New York! Li ho venduti tutti, tutti, i miei dipinti! Non dovrai più vergognarti di me… io sono ricco! Non era quello che volevi? Siamo felici, ora? Non lo vedi… non lo capisci, che tutto quello che faccio, lo faccio per te? Che tutto quello che c’è di speciale, in me… sei tu?”

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Che dire… amo questo film con tutta me stessa. Sarà che sono una grande fan di queste storie d’amore travagliate che devono attraversare mille difficoltà.

Più che altro, credo in quel tipo di amore che davvero è in grado di bruciarti l’anima, distruggerti fisicamente e mentalmente, quell’amore incondizionato e tragico del quale però non si riesce a fare a meno. D’altra parte, se fosse tutto rose e fiori, sarebbe tutto facile, no? Le persone sarebbero sempre felici, si terrebbero per mano, uscirebbero insieme e nessuno soffrirebbe mai. In un mondo ideale probabilmente qualcuno si accontenterebbe di questo, senza sentire la mancanza di quel qualcosa in più che solo il dolore riesce a dare.

Questo film riesce a farti capire che puoi amare una persona disperatamente, con ogni fibra del tuo essere, e sentirti amputato sapendo che non potrai mai averla accanto; ma malgrado questo, puoi comunque andare avanti, vivere, fare carriera, tirare a campare, sempre convivendo con questo vuoto nell’anima.

VOTO: 9, ma solo perché odio Gwyneth Paltrow.

Movie review: “La Bella e la Bestia”

09Buonasera a tutti!

Ieri sera sono andata al cinema a vedere il film di cui vi vado a parlare oggi: “La Bella e la Bestia”, per la regia di Christophe Gans, con protagonisti Vincent Cassel (love love love) e Lea Séydoux.

Il film è l’ennesimo adattamento dell’ormai arcinota omonima fiaba. Confrontandolo con le varie versioni (abbiamo avuto l’indimenticabile adattamento Disney, almeno una decina di film fra cui qualcuno in chiave più moderna, un musical e credo anche un balletto), il film per certi aspetti si avvicina più degli altri alla versione “classica” della fiaba, mentre per altri se ne discosta.

All’inizio, sicuramente è più fedele di altri alla storia originale, che parla appunto di questo mercante ricco con molti figli che ad un certo punto perde tutto: mi è piaciuto molto come il film si sia  concentrato su un aspetto della storia che spesso viene trascurato.

Molto bello da vedere è stato anche il gesto del cogliere la rosa che dà origine a tutto l’ambaradam, anche questo particolare a lungo rimosso.

la-bella-e-la-bestia-lea-seydoux-di-spalle-in-un-momento-del-film-298529L’arrivo di Belle al castello è molto cupo e buio. Una cosa che non mi è piaciuta molto: il rapporto fra Belle e la Bestia non è molto chiaro, non viene approfondito, sembra veramente che si ritrovino innamorati senza sapere neanche loro il motivo.

Passiamo ai due protagonisti.

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La Bella: interpretata da una graziosissima Lea Séydoux (nota al pubblico di un certo livello per il semi pornografico La vita di Adele, vincitore della Palma d’Oro a Cannes 2013), la nostra Belle è bionda, eterea, all’apparenza fragile e piena di vita. Sinceramente, la sua interpretazione non mi ha trasmesso molto (forse anche per colpa del doppiaggio italiano… mi sento come Don Chisciotte nella battaglia contro i mulini a vento con questa storia!): oltre ad indossare vestiti che le fanno schizzare il seno sotto al mento ed a passare da uno stato di odio profondo ad uno di amore sconfinato per la Bestia nel giro di 36 ore, non fa molto altro. Leggermente più profonda ho trovato la sua interpretazione nelle scene in cui Belle si trova con la famiglia: lì c’è più caratterizzazione, si percepiscono più emozioni ed il personaggio risulta migliore.

VOTO: direi un 6 1/2… che si guadagna principalmente per il suo partner.

vincent-casselLa Bestia: seriamente. Ne dobbiamo parlare? Davvero? Cioè, ma l’avete visto? Basta guardarlo. Cosa gli si può dire? Riesce ad essere meraviglioso anche coperto di pelo e con la coda! Di quanti uomini si può dire altrettanto?

Dopo questa sviolinata da tredicenne… Vincent Cassel, mesdames et messieurs!

DI-VI-NO. E non solo perché lo amo follemente e vorrei sposarlo e vivere con lui su un’isola deserta… semplicemente perché è divino. Sia nei flashback (in cui quindi è sempre la meraviglia che potete ammirare qui sopra), sia nelle scene “da Bestia”, la sua interpretazione è superlativa. Riesce a farti vivere il tormento, la disperazione, la lussuria (eh…), per poi passare alla felicità ed alla tenerezza. Impeccabile. Flawless.

Lo amo.

VOTO: bah, direi 10. E ribadisco, non perché lo amo, eh.

Indubbiamente: la Bestia tiene in piedi tutto il film, non ci piove. La storia è ben scritta e ben diretta, vale la pena vederlo se si è appassionati del genere (ed anche se si è appassionati di Vincent). Ci sono stati diversi stravolgimenti alla trama che tutti conosciamo (che sostanzialmente è quella che ci ha trasmesso Walt Disney), ma non sono proprio tutti tutti da bocciare perché contribuiscono a creare un bel film.

VOTO: 8.

la-belle-la-bte-vincent-cassel-la-seydoux-foto-dal-film-01La fortuna sfacciata di Lea Séydoux…

A voi il trailer, buona serata ed alla prossima!