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I miei film preferiti #1 – “Paradiso perduto”

Buonasera a tutti! Ho deciso di iniziare una nuova serie di articoli nei quali andrò a parlare dei miei film preferiti. Non saranno in ordine di preferenza perché non sarei assolutamente in grado di classificarli, ma saranno selezionati in base a criteri quali emozioni trasmesse, numero di visioni, livello di battute che conosco a memoria ed altre cose cretine così.

Il primo che mi è venuto in mente è “Paradiso perduto”, del quale vi vado ora a parlare.

“Non racconterò questa storia nel modo in cui è accaduta… ma nel modo in cui io la ricordo.”

“Paradiso perduto” è un film di Alfonso Cuarón del 1998, nel quale viene rivisitato in chiave moderna il romanzo “Grandi speranze” di Charles Dickens.

All’inizio del film, il giovanissimo Finn (Ethan Hawke) aiuta nella fuga un evaso di prigione interpretato da Robert DeNiro (che riesce ad essere spettacolare anche in brevi comparse). Il protagonista è proprio l’artista Finn, il quale nutre fin dalla gioventù una passione sfrenata per Estella (Gwyneth Paltrow), ragazza che vive con la zia nella villa “Paradiso perduto”.

Finn decide di coltivare e portare avanti questa sua passione, malgrado tutti gli dicano che lei finirà per spezzargli il cuore.  Anni dopo il loro primo incontro, Finn riesce grazie ad una misteriosa donazione (che si scoprirà essere opera di Robert DeNiro, che nel frattempo ha fatto fortuna) ad andare a New York per coltivare il suo sogno di diventare un artista. Raggiunto l’obiettivo, si rende conto che per Estella non sarà mai abbastanza.

Altro salto temporale ed, a distanza di altri anni, vediamo Finn davanti al cancello del “Paradiso perduto”, dove vede poi una bimba bionda correre in giardino; scambiandola per il “fantasma” di Estella, entra e scopre che è in realtà la figlia della donna, tornata a casa dopo tanto tempo. Il film finisce quindi con loro due insieme.

Cosa amo di questo film?

  • La colonna sonora. Assolutamente perfetta. C’è un pezzo in particolare che ormai si trova fra le mie canzoni da anni, e che continuo a sentire ogni volta che parte. Il pezzo in questione è quello che fa anche da colonna sonora ufficiale al film, ovvero “Siren” di Tori Amos.

  • Il bacio di Finn ed Estella nella pioggia, dopo che lui si è presentato ad una serata a cui non era stato invitato e l’ha portata via.

  • La frase che Finn dice alla zia di Estella: “Può sentirlo? Questo è il mio cuore. Ed è spezzato.”

 

  • Quella che segue è nella mia top 3 di “scene più belle di sempre” (che potrebbe essere un’idea per un post a parte… mmm ci penserò!). Finn, dopo aver avuto la sua prima mostra ed aver venduto tutti i suoi quadri, realizza che lui ed Estella non potranno comunque essere mai felici, e si reca sotto casa della ragazza ubriaco.


Questa merita anche di essere tradotta, visto che non sono riuscita a trovarla in italiano in una qualità decente…

Finn, camminando: “Quella sera, tutti i miei sogni divennero realtà. Ma il mio lieto fine si trasformò in tragedia: avevo tagliato i ponti con Joe, col passato, col Golfo, con la povertà. Avevo inventato me stesso. L’avevo fatto crudelmente, ma l’avevo fatto. Ero libero!”

Finn: “Ce l’ho fatta! Ce l’ho fatta! Sono il nuovo re di New York! Li ho venduti tutti, tutti, i miei dipinti! Non dovrai più vergognarti di me… io sono ricco! Non era quello che volevi? Siamo felici, ora? Non lo vedi… non lo capisci, che tutto quello che faccio, lo faccio per te? Che tutto quello che c’è di speciale, in me… sei tu?”

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Great-Expectations

Che dire… amo questo film con tutta me stessa. Sarà che sono una grande fan di queste storie d’amore travagliate che devono attraversare mille difficoltà.

Più che altro, credo in quel tipo di amore che davvero è in grado di bruciarti l’anima, distruggerti fisicamente e mentalmente, quell’amore incondizionato e tragico del quale però non si riesce a fare a meno. D’altra parte, se fosse tutto rose e fiori, sarebbe tutto facile, no? Le persone sarebbero sempre felici, si terrebbero per mano, uscirebbero insieme e nessuno soffrirebbe mai. In un mondo ideale probabilmente qualcuno si accontenterebbe di questo, senza sentire la mancanza di quel qualcosa in più che solo il dolore riesce a dare.

Questo film riesce a farti capire che puoi amare una persona disperatamente, con ogni fibra del tuo essere, e sentirti amputato sapendo che non potrai mai averla accanto; ma malgrado questo, puoi comunque andare avanti, vivere, fare carriera, tirare a campare, sempre convivendo con questo vuoto nell’anima.

VOTO: 9, ma solo perché odio Gwyneth Paltrow.