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Movie Review: “Storia d’inverno”

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L’ultima volta mi sono scusata per un lungo periodo di silenzio durato dieci giorni.

Adesso mi scuso per un lunghissimo periodo di silenzio durato 4 mesi. Perdonatemi, ma fra esami, lezioni e quant’altro è stato un semestre massacrante (coro generale: ma chi te se fila?).

Comunque, eccomi ritornata, più forte e carica di prima.

Il film di cui vado a parlare oggi è “Storia d’inverno”, uscito nelle sale italiane il 13 febbraio.

Diretto da Akiva Goldsman (primo esperimento di regia per il noto sceneggiatore, vincitore del premio Oscar per la miglior sceneggiatura non originale con A Beautiful Mind), il film è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo scritto da Mark Helprin nel 1983.

Partiamo subito con i personaggi.

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Abbiamo un superlativo Colin Farrell nel ruolo di Peter Lake; non sono mai stata una sua grandissima fan, ma la sua interpretazione mi ha positivamente stupita. Sembra sia uno di quegli attori che con gli anni si ritrovano via via a migliorare, artisticamente ed a livello di caratterizzazione del personaggio interpretato. Peter Lake è un ladro, un delinquente, finché non gli capita qualcosa, l’amore, che va a modificare completamente il suo essere. Devo dire che è stato molto interessante vedere l’evoluzione di questo personaggio sullo schermo; appena possibile cercherò di procurarmi anche il libro, perché sono curiosa di vedere quanto siano stati fedeli alla trama originale.

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Nel ruolo di colei che fa cambiare vita a Peter Lake, incontriamo Jessica Brown Findlay nel ruolo di Beverly Penn. Personaggio dalla storia travagliata, appare inizialmente come molto ingenua e delicata, ma si capisce che in realtà c’è molto di più oltre a ciò che viene mostrato. Il suo amore, e ciò che comporta per chi le si trova intorno, è il filo conduttore dell’intera opera.

winters 3Che dire? Russell Crowe è sempre Russell Crowe, qualsiasi ruolo gli si voglia cucire addosso. Il mio ragazzo non è stato d’accordo con me, ha trovato che questa parte non fosse particolarmente adatta a lui, ma io non sono d’accordo.

Anche se inizia a mostrare gli anni (perdonami, Russell), interpreta un fantastico Pearly Somes, nemesi giurata di Peter Lake. In alcune scene mi ha fatto ridere, non perché la scena fosse comica ma perché lui è un po’ buffo con quella bombetta in testa o con un asciugamano intorno ai fianchi e nient’altro (gli anni passano per tutti).

storia-d-invernoLa menzione d’onore va allo stallone andaluso Listo, interprete del cavallo volante Athansor: superlativo!

Ci saranno anche un altro paio di sorprese per chi andrà a vedere il film, una che non verrà apprezzata se non dagli amanti di Jane Eyre di Franco Zeffirelli ed un’altra che verrà acclamata da tutto il pubblico come il miglior cameo degli ultimi anni.

 

Passando al film in sé e per sé: la storia è indubbiamente molto bella, questo filo conduttore dell’amore che cambia le persone (per quanto visto e rivisto) riesce sempre ad affascinare tutti. Anche l’idea che tutti noi potremmo ipoteticamente rappresentare un miracolo per qualcun altro è molto dolce ed originale. Tuttavia, ritengo che siano stati lasciati troppi buchi narrativi: non ricordo dove, ho letto che il romanzo è di circa 800 pagine, che sicuramente, vista la complessità della trama, se riprese fedelmente non avrebbero potuto mai esser condensate in due ore di film.

Mi è piaciuto ma penso che il libro mi piacerà molto di più.

VOTO: 7+

Come sempre, vi lascio il trailer e, sperando che non sia un’attesa lunga come l’ultima volta… alla prossima!