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Book review #5: “Ti aspettavo”, J. Lynn

Ti aspettavo J Lynn

Buonasera a tutti!

Eccomi tornata dopo tanto tempo a recensire un libro. Specifico che non è che io non abbia letto nulla in questi mesi, anzi, il problema è proprio il fatto che ho letto decisamente TROPPO per riuscire a recensire qualcosa o anche solo a stabilire un ordine mentale.

Quindi, bando alle ciance!

Il libro di cui vado a parlare è “Ti aspettavo” di J. Lynn, a.k.a. Jennifer L. Armentrout, autrice della fortunata serie “LUX” della quale vi racconterò presto qualcosa.  Ecco la trama:

L’università è la sua via di fuga. Per troppi anni, dopo quella maledetta festa di Halloween, l’esistenza di Avery Morgansten è stata un incubo, e adesso lei può finalmente ricominciare da capo. Tutto ciò che deve fare è arrivare puntuale alle lezioni, mantenere un profilo basso e – magari – riuscire a stringere qualche nuova amicizia. Quello che deve assolutamente evitare, invece, è attirare l’attenzione dell’unico ragazzo che potrebbe mandare in frantumi il suo futuro… 
Cameron Hamilton è il sogno proibito delle studentesse del campus: fisico atletico e ammalianti occhi azzurri, è il classico ribelle dal quale una brava ragazza come Avery dovrebbe tenersi alla larga. Eppure Cam pare proprio spuntare ovunque, col suo atteggiamento disincantato, le simpatiche punzecchiature e quel sorriso irresistibile. E Avery non può ignorare il fatto che, ogni volta che sono insieme, il resto del mondo scompare e lei sente risvegliarsi quella parte di sé che pensava di aver perduto per sempre. 
Però, quando inizia a ricevere delle e-mail minacciose e delle strane telefonate notturne, Avery si rende conto che il passato non vuole lasciarla andare. Prima o poi la verità verrà galla e, per superare anche quella prova, lei avrà bisogno d’aiuto. Ma la relazione con Cam sarà la colonna che la sorreggerà o lo «sbaglio» che la trascinerà a fondo?

Premesso che l’ho iniziato ieri sera alle 19 circa a casa del mio fidanzato, poi siamo usciti per cena, sono tornata a casa alle 23 ed alle 2 e mezza di notte l’ho finito, mi sento di dire che mi è piaciuto. In realtà, è un po’ uno di quei libri che, alla tenera età di quasi 24 anni, non dovrei neanche più leggere, in quanto dovrei essere intenta in letture epocali come “Alla ricerca del tempo perduto” o “Arcipelago Gulag”, tanto per citarne due che sono diametralmente opposte.

Ma a me queste letture leggere continuano a piacere, impiegano poche ore del mio tempo e mi fanno evadere per un po’. Questo non significa che io non legga anche libri più “seri”, ma al momento preferisco quelli “tranquilli”. Detto questo, parliamo del libro.

La storia è molto semplice e fin troppe volte sentita: ragazza bellissima con qualche problema ed un oscuro passato, ragazzo bellissimo, scontro in un corridoio e via dicendo. Per una volta, totale assenza di elementi soprannaturali, che ormai vengono infilati un po’ ovunque (e che la sottoscritta apprezza parecchio, ndr). Lo stile non è male; a me l’autrice piace molto fin dagli esordi della serie Lux, e probabilmente l’avrei riconosciuta anche se non avessi saputo prima che dietro lo pseudonimo si celasse lei.

Personaggi:

  • Avery: è un personaggio femminile abbastanza interessante e con un certo spessore (il romanzo si rivolge ad una fascia secondo me compresa fra i 16 ed i 20 anni, dalla quale purtroppo sono ormai fuori da molte lune, e non è male avere una protagonista femminile di spessore). Come accennato prima, è una ragazza con un segreto. Molto bello è il fatto che (finalmente) si riesca a portare avanti un segreto in un libro facendolo rimanere tale fin quasi alla fine, quando quella maledetta festa di Halloween e ciò che vi è successo saranno ormai la vostra ossessione. Viene molto evidenziato il conflitto interiore di Avery nel dare confidenza a Cam (questo, purtroppo, tema non molto originale), ma nessuno, fin dalla prima pagina, dubita che si innamoreranno follemente, quindi mi rifiuto di etichettarlo come spoiler.
  • Cameron: bellissimo, con grandi occhi color zaffiro, addominali perfetti, l’uomo perfetto. Lo stereotipo vivente del romanzo americano, ma meglio di tanti altri in una generazione di uomini perfetti di cui Edward Cullen in tutto il suo vampiresco splendore è stato il capostipite. Si riesce a “mappare” abbastanza bene il personaggio, sebbene il romanzo sia narrato dal punto di vista di Avery, e non è facile riuscire a consentire al lettore di inquadrare gli altri personaggi se si utilizza un narratore interno alla storia.

Cosa non mi è piaciuto: sinceramente? Le scene di sesso. Sul serio, non sono una puritana, ma ormai il sesso descritto esplicitamente è peggio di vampiri e lupi mannari, si trova ovunque (grazie mille, E.L. James. Spero che tu, Anastasia Steele e Christian Grey siate felici, adesso), ed a volte può risultare un po’ antipatico, specie in un libro dove non si fa altro che evidenziare buoni sentimenti e rapporti che vanno oltre le pulsioni fisiche. Non fraintendetemi: le scene di sesso non sono descritte male, ma sono lievemente esasperate nei toni, e nella lunghezza. Si sarebbe potuto dire lo stesso utilizzando circa 200 parole in meno, senza cambiare il senso dell’atto in sé.

Cosa mi è piaciuto: sono e rimarrò una romanticona, probabilmente per sempre. A sette anni leggevo Danielle Steel, quindi so di cosa parlo. Quindi un romanzo “rosa” continuerà sempre ad attirarmi come un ape al miele. Il libro è ben scritto, si legge facilmente, i personaggi riescono a suscitare empatia: per me è sì, aspettando gli altri libri della serie.

VOTO: 8 1/2

Buona serata a tutti!