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Book review #6: “Chrysalis”, Jodi Meadows

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Buongiorno a tutti!

Eccomi di nuovo fra i vivi con una nuova recensione. Il libro di cui parleremo oggi è Chrysalis di Jodi Meadows, primo della serie Newsoul che sono già rassegnata a terminare in lingua originale perché come al solito non si sa se si continuerà con la pubblicazione… fra l’altro, questo è esattamente il motivo per cui mi ero ripromessa di non cominciare nuove serie prima di sapere se sarebbero state portate a termine, ma tant’è… non ho resistito.

Di seguito la trama:

Esiste un mondo in cui si vive in eterno. A Gamma nessuno nasce e nessuno muore: da milioni di anni tutti si reincarnano in corpi diversi, ma sempre abitati dalla stessa anima. Ciascuno conserva il ricordo delle proprie vite passate, e attende di viverne di nuove. Finché un giorno il ciclo si spezza: una ragazza muore per sempre. Al suo posto nasce Ana, una vita nuova. La prima mai comparsa su Gamma. Ana fa paura, tanto che sua madre la costringe a vivere come una reclusa, un errore da nascondere al mondo. Ma al compimento del suo diciottesimo anno Ana decide di partire per la città di Cardio in cerca di risposte: perché nessuno è come lei? E quando morirà, sarà per sempre? Sam, un musicista che le la battere il cuore, è l’unico a credere che la sua vita abbia un valore. Una vita mortale, in un mondo di vite eterne, racchiude un grande potere: quello del cambiamento. Ana riuscirà a spiccare il volo dalla sua crisalide?

Il libro racchiude vari elementi che chi mi segue almeno un pochino sa essere di mio gradimento: a certi livelli, è un distopico, ma al suo interno ha comunque del fantasy (la presenza di creature come draghi, centauri e silfidi, simili a sanguisughe dell’anima) e quel poco di romance che non guasta mai. Certo, è la solita lettura young adult che, essendomi rimasto ormai poco dell’elemento young, forse dovrei cominciare ad evitare, ma è comunque scorrevole e ben scritto (tempo di lettura impiegato: circa 6 ore).

La storia è innovativa: queste anime che si reincarnano da migliaia di anni conservando comunque tutti i ricordi delle vite passate sono parecchio affascinanti, così come il fatto che all’improvviso sia comparsa un’anima nuova a cui nessuno era preparato.
Immaginate di vivere da migliaia di anni, di conoscervi tutti perché siete sempre stati solo voi: in un modo o nell’altro, in cinquemila anni se ne accumulerebbero di esperienze! Ed invece all’improvviso arriva Ana, non si sa né da dove né perché. La povera ragazza non ha fatto niente di male in vita sua, ed invece tutti la odiano (o almeno così le fa credere la perfida madre Li) perché ha “impedito” a Ciana di tornare in vita.

Ne viene fuori un parapiglia infinito, ma non voglio anticiparvi niente!

Spero che continueranno con la pubblicazione della serie, perché sono proprio curiosa di sapere come andrà a finire… potranno esserci altre anime nuove? Chissà…

Vi lascio il booktrailer, alla prossima!

VOTO: 8

Movie review: “Divergent”

50077Divergent è un film del 2014 tratto dall’omonimo romanzo di Veronica Roth. Il film appartiene a quel genere distopico che ultimamente piace tanto al grande pubblico (e sul quale io mi sto facendo una cultura sempre più vasta, leggendo tutto ciò che si trova in commercio).

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Dopo una guerra, la vita a Chicago è cambiata. La popolazione è stata divisa in cinque fazioni: gli Abneganti, gli Eruditi, gli Intrepidi, i Pacifici ed i Candidi. Ogni fazione spicca per una caratteristica in particolare, ed apparentemente sembra che tutto sia perfetto. Il motto del Governo è “La fazione prima del sangue”.  Arriva un giorno, ogni anno, in cui i giovani si devono sottoporre ad un test attitudinale per poi decidere in quale fazione dovranno trascorrere il resto della loro vita.

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Qui entra in gioco la protagonista: Beatrice Prior, abnegante che sta stretta nel suo ruolo. Il sogno di Beatrice sono gli Intrepidi. Il giorno del suo test attitudinale, però, non va come si era aspettata: il risultato è “Inconcludente”, e questo la classifica non come un’abnegante o un’intrepida, ma come una “Divergente”, una categoria non manipolabile dal sistema che è quindi in costante pericolo.

Il giorno della scelta, Beatrice sceglie gli Intrepidi, deludendo la sua famiglia (o così pare), e, dopo aver abbracciato il nuovo nome “Tris”, è pronta ad iniziare una nuova vita.

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Al quartier generale degli Intrepidi incontrerà un istruttore, Quattro, che all’inzio sarà duro con lei ma con il quale stabilirà un legame sempre più forte.

Non dirò altro sulla trama per evitare sgraditi spoiler 🙂

Parliamo del film in sé.

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Tris è interpretata da una bravissima Shailene Woodley, nota per aver interpretato la protagonista in La vita segreta di una teenager americana. Mi è piaciuta molto la scelta dei produttori, l’ho trovata molto brava ed adatta al ruolo. Riesce a rendere molto bene l’evoluzione del personaggio dopo il cambio di fazione.

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Quattro è interpretato da Theo James, il “Golden boy” della tv americana. Mi è piaciuto anche lui, anche se forse avrei scelto qualcun altro per il ruolo, qualcuno che si adattasse un po’ di più al Quattro del romanzo. Piccola curiosità su Theo: ha rifiutato la controfigura ed ha girato lui stesso tutte le scene di combattimento.

Il film mi è piaciuto, l’ho trovato molto fedele al libro, e di una lunghezza accettabile (dura due ore e venti, proprio perché non hanno tagliato quasi nulla dallo screenplay originale). Per me è sì! Ora aspetto con impazienza Insurgent al cinema, anche se da quando ho terminato Allegiant mi è rimasto l’amaro in bocca… ma questa è storia per un altro giorno.

VOTO: 9

Eccovi il trailer:

Alla prossima!

Movie Review: “Storia d’inverno”

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L’ultima volta mi sono scusata per un lungo periodo di silenzio durato dieci giorni.

Adesso mi scuso per un lunghissimo periodo di silenzio durato 4 mesi. Perdonatemi, ma fra esami, lezioni e quant’altro è stato un semestre massacrante (coro generale: ma chi te se fila?).

Comunque, eccomi ritornata, più forte e carica di prima.

Il film di cui vado a parlare oggi è “Storia d’inverno”, uscito nelle sale italiane il 13 febbraio.

Diretto da Akiva Goldsman (primo esperimento di regia per il noto sceneggiatore, vincitore del premio Oscar per la miglior sceneggiatura non originale con A Beautiful Mind), il film è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo scritto da Mark Helprin nel 1983.

Partiamo subito con i personaggi.

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Abbiamo un superlativo Colin Farrell nel ruolo di Peter Lake; non sono mai stata una sua grandissima fan, ma la sua interpretazione mi ha positivamente stupita. Sembra sia uno di quegli attori che con gli anni si ritrovano via via a migliorare, artisticamente ed a livello di caratterizzazione del personaggio interpretato. Peter Lake è un ladro, un delinquente, finché non gli capita qualcosa, l’amore, che va a modificare completamente il suo essere. Devo dire che è stato molto interessante vedere l’evoluzione di questo personaggio sullo schermo; appena possibile cercherò di procurarmi anche il libro, perché sono curiosa di vedere quanto siano stati fedeli alla trama originale.

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Nel ruolo di colei che fa cambiare vita a Peter Lake, incontriamo Jessica Brown Findlay nel ruolo di Beverly Penn. Personaggio dalla storia travagliata, appare inizialmente come molto ingenua e delicata, ma si capisce che in realtà c’è molto di più oltre a ciò che viene mostrato. Il suo amore, e ciò che comporta per chi le si trova intorno, è il filo conduttore dell’intera opera.

winters 3Che dire? Russell Crowe è sempre Russell Crowe, qualsiasi ruolo gli si voglia cucire addosso. Il mio ragazzo non è stato d’accordo con me, ha trovato che questa parte non fosse particolarmente adatta a lui, ma io non sono d’accordo.

Anche se inizia a mostrare gli anni (perdonami, Russell), interpreta un fantastico Pearly Somes, nemesi giurata di Peter Lake. In alcune scene mi ha fatto ridere, non perché la scena fosse comica ma perché lui è un po’ buffo con quella bombetta in testa o con un asciugamano intorno ai fianchi e nient’altro (gli anni passano per tutti).

storia-d-invernoLa menzione d’onore va allo stallone andaluso Listo, interprete del cavallo volante Athansor: superlativo!

Ci saranno anche un altro paio di sorprese per chi andrà a vedere il film, una che non verrà apprezzata se non dagli amanti di Jane Eyre di Franco Zeffirelli ed un’altra che verrà acclamata da tutto il pubblico come il miglior cameo degli ultimi anni.

 

Passando al film in sé e per sé: la storia è indubbiamente molto bella, questo filo conduttore dell’amore che cambia le persone (per quanto visto e rivisto) riesce sempre ad affascinare tutti. Anche l’idea che tutti noi potremmo ipoteticamente rappresentare un miracolo per qualcun altro è molto dolce ed originale. Tuttavia, ritengo che siano stati lasciati troppi buchi narrativi: non ricordo dove, ho letto che il romanzo è di circa 800 pagine, che sicuramente, vista la complessità della trama, se riprese fedelmente non avrebbero potuto mai esser condensate in due ore di film.

Mi è piaciuto ma penso che il libro mi piacerà molto di più.

VOTO: 7+

Come sempre, vi lascio il trailer e, sperando che non sia un’attesa lunga come l’ultima volta… alla prossima!